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Mark Bonifati e i Questions Mark

Mark Bonifati e i Questions Mark

Oggi abbiamo il piacere di presentarvi un chitarrista /autore (che potrete ascoltare su Telegraph Road Radio negli spazi dedicati al Rock) che con noi ha più di un’affinita. Il nome del nostro studio si ispira ad un brano dei Dire Straits… indovinate un po’ chi è uno dei suo chitarrista preferito? 

Mark Bonifati è voce e chitarrista solista. Autore di musiche e testi, lascia intravedere nelle prime le influenze di Mark  Knopfler ma  anche di Summers, Gilmour, Beck, Vai, del flamenco spagnolo e del blues americano. Nei secondi , le chiare origini filosofiche e letterariopsicologiche dei temi trattati dall’ autore.

Inizia a suonare all’età di 16 anni, studiando subito da privatista con il Maestro Bruno Gioffrè, allievo di Cocilovo e Mussida al CPM Music Istituite e Professore di Informatica Musicale e Ingegneria del Suono presso l’Università della Calabria e l’Università Tor Vergata di Roma.

La formazione con il Maestro procede per 4 anni, spaziando dal blues, al rock e poi alla fusion, e continuando poi nel tempo con diverse collaborazioni in studio e live.

Contemporaneamente Mark inizia a studiare il fingerpicking sulla chitarra acustica e la chitarra classica flamenca, mentre sente a livello sonoro e tecnico una evidente attrattiva verso musicisti come Knopfler, Sting, Morrison, Summers, JJ Cale, Clapton, Gilmour, Hendrix, Beck, Vai.

Suona dunque in diverse band, dai tributi ai Dire Straits a quelli ai Police alla musica italiana (The Sultans,Westbound, Bring On it, Il Folle e la Band, RHBP, Guitar Trio, From London Project), fino a registrare due dischi in studio: un tributo ai Dire Straits con i Sultans e un inedito intitolato Rinascimento.

Laureato in filosofia e in psicologia, autore di 2 libri, centinaia di poesie e racconti, i testi dei Questions Mark risentono chiaramente della formazione culturale del loro autore: si scrive di dimensioni psicologiche problematiche se non patologiche, di tentate soluzioni, di esperienze vissute e riflessioni personali e socioculturali. Molte domande: da qui il nome del gruppo. Si abbozza qualche risposta, ma con discrezione e meno invadenza possibile per chi ascolta: nessuna grande lezione di vita, solo molti tentativi di condivisione. Il tutto con uno stile musicale che richiama chiaramente e senza alcun dubbio o remora i grandi maestri che hanno formato gli ascolti e gli studi di Mark e la band. E senza il timore di sperimentare utilizzando il linguaggio musicale e letterario acquisito negli anni.

La Band vede attualmente all’ opera:

Alex Sorel: battista dal tocco elegante ed energico che ricorda molto  Stewart Copeland (Reggatta de Noir – Police Tribute Band). Abilissimo nello swing e nel jazz (Swing 4 connection), ma dal tiro rock, funky e reggae (Funky Wonder – Stevie Wonder Tribute, Vaimò – Tributo a Pino Daniele, Derby Mates – late ‘70s British rock), è un componente fondamentale nel sound costruito dalla band.

Emanuele Riganti: bassista esuberante e dai curiosi e creativi risvolti artistici. Spazia dal reggae al punk, attraversando naturalmente il pop e il rock anni 80 e 90. Lunga esperienza live, sia con progetti inediti (Atmosfera), sia con cover e tributi (Linea di massima).

Ilenia Zanda: cantante e tournista già di gruppi vicini alla musica italiana (Il Folle e la Band), vanta diverse collaborazioni in studio (Scriverò di te) e dal vivo (Musica è, Musicalmente). Non disdegna la musica americana e inglese (Westbound), a cui da un notevole contributo nei suoi cori.

Lorenzo Cuntò: un rockettaro (Krivel, Ginger goes mental, Mad World) dall’anima folk con chiari richiami celtico-irlandesi (Dreamwalkers), un musicista spesso avvezzo al fingerpicking sulla chitarra acustica o classica. Metodico e riflessivo, uno dei binari della locomotiva.

Jolly Phrén: Laureato al conservatorio in pianoforte e composizione, è uno dei colti del gruppo, nonostante la giovane età. Vanta lunga esperienza tanto nel pop italiano impegnato (Le Rose di Rame, Emphasis) quanto nelle cover band (Cartoni in faccia) e nei musical (GCAS) . Le ricercate armonie e i cori elaborati e ne fanno un grande arrangiatore.​

 

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