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Mix e Mastering: Suggerimenti per mixare l’Hip Hop

Mix e Mastering: Suggerimenti per mixare l’Hip Hop


Nella fase di Mix teniamo conto di tanti fattori: Gusto, “regole” e Stile… certe cose sono così, punto. Nell’Hip Hop bisogna sapere cosa fare per ottenere ciò che lo stile merita. Per molti mixare l’hip hop è semplice, ma in verità è un genere (cultura), fatta eccezione per alcune escursioni moderne che sfociano nel pop, che si colloca in un regime sonoro ben preciso. 


 
 
Per farlo bene bisogna conoscerlo e sapere da dove viene. Sporco e fondo sono basilari. Partiamo con piccole cose per sapere quali elementi sono a fuoco nel #mixaggio di questo bellissimo mondo. 
1. Mettiamo la #voce dove deve essere La voce e il suo collocamento sono fondamentali. Se la voce è troppo “dentro” nel mix è un passo falso nell’ #HipHop. Quello che vogliamo ottenere è la voce che suona dritta e in faccia. Se lavoriamo con un rapper che un grande flow, posizionando, il tutto nel modo corretto abbiamo già il ritmo necessario, se lo nascondiamo le teste non si muovono :)… Curiamo il tono e la brillantezza e manteniamola asciutta, e il più possibile naturale. Ricordiamoci che nasce per la strada e non nelle sale d’incisione. Diciamo che è “una bistecca ai ferri e non una tartina di caviale” 
 

2. Importanti la cassa (Kick) e il rullante La voce, la cassa e il rullante DEVONO suonare in modo tale da essere protagonisti. Il resto non è certo un puro decoro ma se non abbiamo questi 3 elementi difficilmente il mix hip hop suona tale. Quando lavoro sulla cassa devo sentirne l’escursione nei monitor. Spingo i toni più bassi del kick. Potrebbe capitare che la cassa e il rullante litighino un po’ con la voce, per questo dobbiamo capire il carattere degli elementi e lavorare on EQ e compressore (Vedremo in seguito)

 
 3. Groove Altri elementi come i #Sinth, Tastiere, basso, chitarre o campionamenti entrano in un latro settore (Non quello del ritmo, per questo genere) e dobbiamo essere bravi a metterli nel giusto luogo senza far perdere al mix la sua caratteristica fondamentale (Voce, Cassa e Rullante)… Una delle fasi di ascolto che uso più spesso è proprio quella di ascoltare in “solo” la voce con il Kick e lo snare e capire se mi funziona. Passo passo apro le altre singole piste e valuto se perde energia e pugno. Vero è che la pulizia nei mix è una buona cosa ma nell’hip hop cerco la porzione fangosa e uno style NY. Altre volte, dipende dallo stile e dal rapper, cerco un po’ di pulizia e modernità anche se per me così non dovrebbe essere. Se però una label ti domanda un “singolo” per la radio che suoni forte e commerciale qualcosa nella dinamica la devi sacrificare. Non pensate che tutte le canzoni che passano in radio siano perfette. Con meno limiter suonerebbero molto meglio. 
 

4. Date il vostro suono e non omologatevi agli altri. Spesso gli artisti portano in studio esempi di come vorrebbero il loro mix. Lo sentono dalle radio o da youtube. Alcuni molto giovani hanno come musica di riferimento un hip hop che tale non è in termini di stile. Tutto suona molto pop, va bene, ma mettere sempre i puntini sulle ì… 
Faccio sentire la qualità delle registrazioni dal 90 al 2000 e molti per fortuna capiscano che l’impatto è ben altro. Bisogna affidarsi a chi fa il mix, e consultarsi insieme, perché la scintilla che differenzia un artista dall’altro sta in una caratteristica vocale o nella concezione dei mix e non certo in quanto suona forte il master. Originalità e qualità, sono un modo per rompere gli standard e fanno risaltare l’artista. Ovvio che queste non sono regole, meglio definirle linee guida, ma potremmo anche ritrovarci con un campione di chitarra o cassa che tira il ritmo per tutto il mix e non litiga con la voce. Tutto può essere. Solo, diciamo, che partendo da questi elementi e dandogli il giusto posto nel mix riusciremo ad avere molto prima una vicinanza con l’obiettivo.

Una risposta.

  1. Michele ha detto:

    Molto interessante e veritiero. Ottima considerazione particolarmente quando si consiglia di creare il proprio suono senza omologarsi scopiazzando, quello che già c’è.

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